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La vinificazione
Daremo innanzitutto un' occhiata ai principali
lavori da effettuarsi in cantina prima della vendemmia , ai diversi tipi di
macerazione. Successivamente affronteremo le operazioni relative alla
vinificazione in bianco, a quella in rosso e quindi a quella in rosato.
LAVORI PREPARATORI ALLA VINIFICAZIONE
LA FERMENTAZIONE ALCOLICA
LA FERMENTAZIONE MALOLATTICA
LE MACERAZIONI
VINIFICAZIONE IN ROSSO
VINIFICAZIONE IN BIANCO
VINIFICAZIONE IN ROSATO
LAVORI PREPARATORI
ALLA VINIFICAZIONE
Possono essere definiti come «l' insieme delle
operazioni tese a creare le migliori condizioni ambientali, tecnologiche,
operative e di sicurezza per la produzione del vino e di tutti i prodotti
ottenibili dall' uva». Questi lavori hanno lo scopo di: a) salvare l'
incolumità e la salute di chi lavora in cantina; b) evitare malattie e
inquinamenti del futuro c) eliminare le possibili cause di interruzione
della vendemmia; d) preparare e collaudare tutte le macchine necessarie alla
vinificazione. Per salvaguardare l' incolumità e la salute dei cantinieri è
necessario: - Revisionare l' impianto elettrico per eliminare ogni pericolo
di scariche elettriche. Assicurare la regolare erogazione dell'energia elettrica
a tutto il complesso produttivo. - Controllare la ventilazione di ogni
locale per eliminare i pericolosissimi ristagni di anidride carbonica. -
Rimuovere tutti gli ostacoli che possono insidiare il lavoro dei cantinieri.
- Verificare che tutte le norme anti-infortunistiche siano rispettate.
Per evitare malattie ed inquinamenti al futuro vino bisogna: - Fare la
pulizia straordinaria dell' ambiente della cantina (pareti, pavimento,
fognatura) dei vasi vinari delle macchine e delle attrezzature in modo da
ridurre qualsiasi pericolo d' infezione. Particolare importanza riveste la
pulizia dei vasi vinari che deve essere completa, con pareti totalmente
detartrate, lavate e sterilizzate, e curate anche negli accessori (valvole,assaggiavino, tubo di livello,
boccaporta, chuisino e guarnizioni).
- Rivestire con vernice epossidica le parti metalliche che vanno a contatto
con il mosto e con il vino, escluse quelle di acciaio inox; la verniciatura deve
essere eseguita quanto prima per evitare i danni della ruggine. Per
eliminare le possibili cause di interruzione della vendemmia e necessario: -
Revisionare tutte le macchine e le attrezzature di vinificazione (pigiatrice,
pompa, pressa) sostituendo le parti meccaniche che non danno sicuro affidamento,
ed ingrassando ed oliando tutti i meccanismi che ne abbisognano. -Preparare
il corredo di officina in grado di consentire l' immediata riparazione delle
macchine in avaria. Per preparare e collaudare tutte le macchine necessarie
alla vinificazione si deve: - Installare ogni macchina nel punto esatto dove
essa dovrà operare. - Realizzare tutti i collegamenti e gli allacciamenti.
- Verificare il funzionamento «a vuoto» di tutto l'apparato produttivo.
LA FERMENTAZIONE
ALCOLICA
Il microorganismo responsabile della
fermentazione alcolica è il "lievito". Un fungo appartenente agli Ascomiceti
che, attaccando gli zuccheri presenti nel mosto (glucosio e fruttosio), li
trasforma in alcool etilico ed anidride carbonica, oltre ad una serie di
prodotti secondari (così detti perché prodotti in minore quantità), quali la
glicerina, l' acido acetico, l' acido succinico ed altri, in quantità assai
ridotte, come l' aldeide acetica, alcoli superiori etc..
I lieviti si trovano, in ntura, sulla buccia
dell' uva e, venendo a contatto con la polpa, al momento della pigiatura,
possono dare inizio alla fermentazione degli zuccheri in essa contenuti. In
questo particolare momento, necessitano di un minimo di temperatura (15/20°) e
di sostanze azotate per riprodursi, attivando così la trasformazione del mosto
in vino.
In piena fermentazione invece, un eccesso di
temperatura ( (35/40°C) porta al rallentamento dell' andamento fermentativo (con
una maggiore produzione di composti secondari sgraditi), fino ad un suo arresto,
con relativo residuo zuccherino infermentato (pericolosissimo per la futura
stabilità biologica del vino).
Onde evitare questo inconveniente, si
controlla la temperatura della massa in fermentazioe, facendo percolare acqua
fredda sulle pareti dei vasi vinari oppure, facendo circolare forzatamente,
attraverso delle intercapedini, del glicole etilenico precedentemente
raffreddato da un gruppo frigorifero. Il mantenimento della temperatura in
fermentazione ne consente, entro certi limiti, un decorso regolare ed una
migliore qualità organolettica del prodotto finito.
LA FERMENTAZIONE
MALOLATTICA
Avviene ad opera dei batteri lattici e
consiste nella fermentazione dell' acido malico in acido lattico con ulteriore
produzione di anidride carbonica.
C4H6O5 C3H6O3 + CO2
Perché questa fermentazione avvenga, sono
indispensabili alcune condizioni:
La temperatura deve oscillare intorno ai 20°C.
Il pH del vino non deve essere inferiore a
3.1.
L' alcool non deve arrivare a concentrazioni
troppo elevate (13°)
Nel passaggio da acido malico (più forte) ad
acido lattico (meno forte), si ha nel vino una discreta diminuzione di acidità
(da 0.5 a 1 gr/lt) ed un innalzamento del pH (di qualche decimo); condizioni
generalmente necessarie a rendere il vino più armonico e maturo.
Nei vini rossi di corpo, questa fermentazione
è sempre gradita, anzi negli ultimi anni viene stimolata subito dopo la
fermentazione alcolica, riscaldando la cantina, o il vaso vinario, alla
temperatura ottimale.
In tal modo si avrà un decorso rapido della
fermentazione e sarà possibile iniziare l' affinamento in legno con un prodotto
pù stabile biologicamente e più limpido, evitando così eccessivi travasi ed
odori sgradevoli che si verrebbero facilmente a formare con fermentazioni
malolattiche spontanee e lente. Nei vini bianchi invece, questa fermentazione
non è quasi mai gradita, in quanto limita la freschezza olfattiva e piacevolezza
gustativa, lasciando sovente un marcato retrogusto amaro. Inoltre l'
innalzamento del pH, oltre a causare una minore longevità del vino, rende il
colore meno vivo e con tonalità più gialle.
LE
MACERAZIONI
La macerazione è quella fase della
vinificazione in cui la buccia rimane a contatto con la polpa, sia essa ancora
integra con l' acino, oppure dispersa nel mosto dopola pigiatura. Di enorme
importanza nella produzione dei grandi vini rossi, in quanto permette la
solubilizzazione nel mosto degli antociani (sostanze coloranti) e dei tannini,
con un' influenza notevole sull' estratto del vino. La macerazione può essere a
volte ridotta al minimo o, addirittura, evitata per i vini rossi leggeri, rosati
e per i vini bianchi. Nella buccia dell' uva, oltre ai polifenoli (antociani e
tannini), si trova anche la maggior parte del corredo aromatico ed ecco perché,
in alcuni casi, diventa importante, seguendo tecniche particolari (criomacerazione), effettuare una breve macerazione anche per la produzione di
vini bianchi.
LA MACERAZIONE A CAPPELLO
EMERSO
E' forse la macerazione più utilizzata ed è
specifica della vinificazione in rosso. Dopo la pigiatura, avviata la
fermentazione, l' anidride carbonica, prodotta dai lieviti, tende a spingere
verso l' alto tutte le bucce disperse nella massa; queste ammassandosi verso l'
alto, creano un consistente strato galleggiante (cappello) sulla parte liquida
(mosto). Per ottenere dalle bucce l' estrazione della sostanza colorante è
indispensabile effettuare più rimontaggi giornalieri. Il rimontaggio è il
pompaggio del mosto che, dalla parte sottostante il cappello di vinaccia, viene
portato al di sopra di quest' ultimo, provocando così un vero e proprio lavaggio
delle bucce e, di conseguenza, l' estrazione delle sostanze in esse contenute.
E' importante che il rimontaggio venga effettuato sempre durante la
fermentazione; diversamente, la mancata produzione di anidride carbonica ed il
continuo lavaggio del cappello, provocherebbero lo sfaldamento di quest' ultimo,
creando non pochi problemi in fase di svinatura. In base al vino rosso che si
vorrà ottenere, varieranno la durata della macerazione ed il numero dei
rimontaggi effettuati. Per un gran vino rosso, la macerazione potrà così durare
da 8 a 15 giorni ed i rimontaggi potranno essere, per tutta la durata della
fermentazione, da 2 a 4 al giorno. Un vino rosso leggero o rosato avrà invece
una macerazione ridotta a poche ore (12-48) con, in tutto, 2 o 4 rimontaggi. Il
cappello emerso permette di dosare molto bene "lo sfruttamento" delle vinacce,
in quanto viene rinnovata sempre la quota di mosto a contatto con le bucce. L'
unico accorgimento è che , finita la fermentazione, venga effettuata la
svinatura, altrimenti le vinacce, non più regolarmente bagnate coi rimontaggi
nella parte superficiale, rischiano fermentazioni deviate (acescenza, spunto etc..). Volendo prolungare il contatto delle vinacce con il vino oltre la
fermentazione, si deve passare al cappello sommerso.
LA MACERAZIONE CARBONICA
Individuata da Pasteur nel 1872 e da tempo utilizzata
dai francesi, nel sud della Borgogna, per la produzione del famoso "beaujolais
nouveau", consiste nell' immissione di grappoli d' uva interi dentro un vaso
vinario, preventivamente saturato con anidride carbonica. In questo ambiente
anaerobico, gli acini iniziano, singolarmente al loro interno, una fermentazione
intracellulare di tipo enzimatico. E' una fermentazione molto più lenta della
tradizionale, con una produzione da 0.2 a 1.5 gradi alcolici, la demolizione
dell' acido malico il alcool ed il trasferimento del colore dalla buccia alla
polpa, a causa di una maggiore permeabilità della parete cellulare, dovuta all'
ambiente anaerobico. Si formano inoltre una quantità maggiore di esteri e di
alcool feniletilico, responsabili del profumo particolare di questi vini. Ha
notevole importanza, in questo tipo di macerazione, la temperatura; infatti ad
una temperatura; infatti ad una temperatura superiore a 25°C, si ha una più
veloce evoluzione della fermentazione ed un maggiore scambio di sostanza tra
buccia e polpa; viceversa per temperature inferiori. Ultimato il periodo di
macerazione, l' uva viene tolta dal vaso vinario e pressata; il mosto fiore
ottenuto, completerà in un vaso vinario la fermentazione alcolica (questa volta
per mezzo di lieviti), a temperatura controllata. La macerazione carbonica
permette di ottenere vini dall' aroma gradevole di pronta beva in breve tempo,
senza necessitare di lunghi periodi di affinamento.
LA MACERAZIONE A CALDO
Utilizzata soprattutto per la produzione di
vini di media qualità e senza personalità, sfrutta l' effetto della temperatura
sulle cellule costituenti la buccia dell' acino. Infatti il pigiato viene fatto
sostare per pochi minuti a temperature dai 50 ai 70°C ; in questo modo
aumenta notevolmente la permeabilità delle pareti cellulari, che lasciano
fuoriuscire il colore. E' una tecnica in via di abbandono poiché tende a
livellare i vini, lasciandoli quasi privi di profumi.
LA CRIOMACERAZIONE
E' una pratica relativamente nuova, impiegata
soprattutto per la produzione di vini bianchi di qualità. L' uva
diraspa-pigiata, vienwe immessa in un vaso vinario coibentato raffreddato per
10-12 ore, alla temperatura di 4-5°C. In questo lasso di tempo e con la bassa
temperatura c' è un passaggio, dalla buccia al mosto, di sostanze aromatiche ed
una scarsa cessione di tannini (responsabili del precoce invecchiamento del
colore nei vini bianchi). Ne risulta così un vino più profumato e varietale, dal
maggior corpo e sapidità; caratteristiche queste, adatte ad un vino destinato ad
un affinamento in legno. Questa tecnica, da recenti prove, pare si addica
maggiormente a vini ottenuti con uve piuttosto neutre; infatti con uve ricche di
aromi, l' apporto in questi ultimi è poco avvertibile, mentre la sia pur lieve
cessione di sostanze tannche, va ad influire negativamente sulla longevità del
vino. Buoni risultati si sono avuti anche nella produzione di vini rosati:
infatti gli antociani (responsabili del colore del vno), vengono estratti dalla
buccia prima dei tannini permettendo se il tempo di macerazione non è troppo
lungo, l' ottenimento di vini con giusta colorazione e, al tempo stesso, morbidi
ed armonici.
VINIFICAZIONE IN ROSSO
Determinazione epoca di
vendemmia E' consigliabile
effettuare la raccolta quando il contenuto zuccherino e giunto al massimo, e
comunque ci si trova in presenza di tenori glucidici tali da garantire la
gradazione alcolica voluta. In presenza di attacchi botritici si deve valutare
sia un possibile anticipo dell' epoca di raccolta, sia la durata della
macerazione.
Modalità di raccolta e trasporto
Non vi sono da fare particolari
considerazioni se non l'utilità di una eventuale cernita dei grappoli nel caso
di annate sfavorevoli. Nel caso si prevedano tempi abbastanza lunghi tra il
distacco dell' acino ed il conferimento e consigliabile una immediata
solfitazione della massa.
Operazioni di pigiatura e diraspatura
Le prime operazioni a cui le uve
vengono sottoposte sono la pigiatura e la diraspatura. I vantaggi di una
macerazione in assenza di raspi sono diversi e fra questi vanno segnalati: il
minor volume per la vinificazione, la maggior gradazione alcolica
ottenibile, la minore presenza di tannini e la maggiore intensità
di colore. Il pigiato viene poi inviato alla vasca di fermentazione e
solfitato con dosi di 8-10 grammi/Hl. di anidride solforosa, in funzione delle
caratteristiche delle uve di partenza. Inoltre e assai utile l' aggiunta di
lieviti selezionati al fine di avere un migliore andamento della fermentazione
e, di conseguenza una maggiore qualità del vino finito.
Fermentazione e macerazione
Le temperature consigliabili per
l' elaborazione dei vini rossi sono intorno ai 25 °C per arrivare a fine
fermentazione sui 33 35°C, temperature più elevate possono causare una perdita
di aromi. Notevole importanza rivestono i rimontaggi, il numero e il momento in
cui vengono eseguiti può modificare le caratteristiche del prodotto finito. La
durata della macerazione è influenzata dal tipo di vino che si vuole ottenere:
essa sarà breve per vini destinati ad una pronta commercializzazione, più lunga
nel caso di vini da invecchiamento.
Svinatura e operazioni successive
Al termine della fermentazione si
deve procedere alla svinatura, avendo l' avvertenza di evitare il più possibile
il contatto con l' aria. Vini eccessivamente astringenti possono essere
addizionati di gelatina ed eventualmente di bentonite per ottenere una migliore
precipitazione dei colloidi tanno-proteici.
Conservazione
Questa sarà notevolmente diversa, a seconda delle
caratteristiche richieste al prodotto finito. Qualora si voglia ottenere un vino
giovane di rapida commercializzazione, si impiegheranno contenitori in materiali
inerti non permeabili all' ossigeno, mentre per la maturazione dei grandi vini
rossi sono necessarie le botti in legno.
Fermentazione malolattica
Questa sarà notevolmente diversa,
a sec
VINIFICAZIONE IN BIANCO
Determinazione epoca di vendemmia
E' conveniente vendemmiare assai
presto per ottenere un miglior equilibrio acido; la gradevolezza di un vino
bianco dipende dalla sua freschezza, cioè da una sufficiente acidità. Dopo l'
invaiatura è conveniente seguire la fase di maturazione delle uve mediante
opportune analisi del mosto ottenuto dalla pressatura di un determinato numero
di acini. La pratica della solfitazione delle uve mediante spargimento su di
esse di metabisolfito di potassio è errata, in quanto favorisce la
lisciviazione delle sostanze polifenoliche dalle bucce ai raspi.
Modalità di raccolta e di
asporto La migliore raccolta è
quella manuale, seguita da un conferimento delle uve in contenitori di capacità
non troppo elevata (massimo 30 kg.). Evitare comunque uno schiacciamento delle
uve poste sul fondo dei contenitori dei carri.
Operazioni di ammostamento
La pigiatura è la prima operazione
cui vengono sottoposte le uve quando arrivano in cantina. Una resa del 70-75% è
un giusto compromesso. Le pigiatrici a rulli sono quelle ideali. Per la
vinificazione di prodotti di qualità è conveniente eseguire una pressatura
soffice delle uve intere che porta alla produzione di succhi poco fecciosi e
con limitato contenuto di sostanze polifenoliche.
Refrigerazione
Si effettua per evitare che il mosto ottenuto
inizi la fermentazione prima del suo illimpidimento, necessario affinchè il vino
non acquisisca cattivi odori.
Pulizie del mosto
Il mosto ottenuto dalla pigiatura e pressatura presenta
sempre un certo grado di fecciosità. E' quindi indispensabile allontanare le
feccie, mediante sedimentazione spontanea di queste, seguita da un successivo
allontanamento del mosto limpido dal deposito formatosi in fondo alla vasca.
Perché ciò avvenga e' necessario che il mosto non fermenti per un periodo
compreso tra le 24-48 ore, per rendere l' operazione più veloce e consigliabile
l' uso del sal di silice e gelatina (50-100 gr/Hl; 5-10 gr/Hl). Si può
solfitare leggermente con 5 gr/Hl di anidride solforosa.
Fermentazione
Una volta ottenuto il mosto limpido questo viene
avviato alla fermentazione alla temperatura di 18-20 C. L' anidride solforosa e
l' unico additivo efficace contro le ossidazioni e va immediatamente aggiunto ai
mosti in dosi variabili di 8-15 gr/Hl. Un altro coadiuvante che andrebbe
aggiunto dopo la defecazione è la bentonite. Le dosi consigliate oscillano tra i
50 ed i 100 gr/Hl: essa favorisce la formazione di una feccia più compatta e
quindi più facilmente eliminabile. Un' altra operazione indispensabile per
migliorare gli standard qualitativi è l' impiego di lieviti selezionati in
percentuale del 5-10%. Le dosi maggiori vanno impiegate nel caso di uve in non
perfette condizioni sanitarie. E' consigliabile far avvenire la
fermentazione in contenitori di piccolo rapporto volume/superficie per avere una
migliore dispersione del calore, posti in zone fresche e ventilate, i più adatti
sono quelli in acciaio inox, seguiti da quelli in cemento. Se la
fermentazione è ben condotta non si ha sviluppo di sottoprodotti es. acido
citrico e acido acetico.
Operazioni successive alla fermentazione:
travaso, decantazione, filtrazione. I vini bianchi vengono solitamente svinati quando il residuo
zuccherino e inferiore a 2 grammi/litro; questa va normalmente condotta
mantenendo il prodotto al riparo delle ossidazioni. Si può reintegrare l'
anidride solforosa con opportune aggiunte. Il contenitore ideale per la
conservazione è l' acciaio inox ad una temperatura non superiore ai 15 °C. Dopo
circa 10 giorni il vino viene sottoposto a filtrazione e si procede ad un nuovo
reintegro dell' anidride solforosa.
VINIFICAZIONE IN
ROSATO
E' molto simile, sotto certi aspetti, a quella
in rosso; in questo caso però, viene ridotta la macerazione con frequenti
svinature. Si evita così la cessione di sostanze tanniche che renderebbero il
vino (povero in estratto) disarmonico e poco piacevole.
Dopo la diraspa-pigiatura e la solfitazione si
possono eseguire tre diverse metodologie per l' ottenimento veloce del
colore: la prima consiste nella
macerazione a caldo, ma non dà risultati organolettici molto soddisfacenti;
nella seconda, per estrarre il colore
necessario, anche a temperature ambiente, si effettuano molti rimontaggi in
poche ore (24/48); nella terza, si impiega invece la tecnica della
criomacerazione. Effettuata la breve macerazione, si passa alla svinatura e
successivo avviamento alla fermentazione (in assenza di bucce). A fermentazione
avviata sarà necessario mantenere la temperatura intorno ai 20°C, per l'
ottenimento di maggiori profumi fruttati. Finita la fermentazione seguiranno i
travasi, come nella vinificazione in rosso, ed eventualmente la fermentazione
malolattica.
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