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GLI ACCESSORI DEL
SOMMELIER
I BICCHIERI
-Il bicchiere nella storia-
Si può supporre che i primi bicchieri siano stati
rudimentali, così come il vino non sarà stato perfetto. L'uomo primitivo beveva
il vino e altre bevande nelle corna rovesciate degli animali, così come facevano
ancora i Barbari che invasero la Penisola per minacciare Roma. Altri recipienti
furono ricavati lavorando il legno e incavando la pietra. Solo che il legno
riscalda e assorbe mentre la pietra e del resto anche i metalli, più o meno
pregiati, possono essere gelidi. Anche i Greci antichi mescevano il vino nel
corno, diventato in seguito simbolo di abbondanza, oppure in grosse conchiglie
marine di ogni foggia o colore. Pare che il bicchiere, come lo intendiamo noi,
sia stato creato dagli Egizi. Quando le legioni romane andarono alla conquista
del Medio Oriente, appresero, in Siria, tutti i segreti dell'arte vetraria e
scoprirono quanto fosse più gustoso il vino bevuto nel vetro. Nei ceti elevati
della opulenta Roma imperiale, bere il vino nel bicchiere significava
appartenere alla schiera degli intenditori raffinati. Il nome bicchiere deriva
dal tardo latino bicarium, il quale a sua volta proviene da greco bikos.
-I criteri per la scelta del bicchiere-
Per gustare e apprezzare il vino di qualità, i bicchieri
adatti hanno una parte estremamente importante. Il colore, la forma, la materia
prima di cui sono composti possono influire positivamente o negativamente, sia
sullo svilupparsi degli aromi, sia riguardo ai sapori. Dal punto di vista dell'
assaggiatore, i bicchieri migliori sono quelli a calice, di sottile, limpido
cristallo; accettabile il mezzo cristallo, assai meno pregiato il vetro comune.
Il bicchiere deve inoltre rispondere ai seguenti requisiti: essere trasparente
al massimo, quindi incolore, senza sfaccettature o sporgenze, del tutto privo di
motivi ornamentali. Ciò non è una questione di moda o di fantasia: il
contenitore limpido e neutro serve per poter esaminare da vicino il colore del
vino e giudicare la validità o gli eventuali difetti. Assieme al profumo e al
sapore, proprio il colore è una delle caratteristiche fondamentali di un vino. E
già da come si manifesta si possono fare le prime deduzioni sulla qualità del
vino, sulla sua età e sul suo stato di conservazione. Le diverse sfumature e
tonalità rivelano all' occhio dell' intenditore molti dati fondamentali,
talvolta anche il vitigno di provenienza delle uve. Logicamente, un bicchiere in
vetro colorato, per quanto bello esso sia, impedisce questa lettura a "prima
vista". Anche gli intarsi, le sfaccettature e le decorazioni non consentono di
esaminare a fondo il colore del vino. Il colore può essere accettato solo nel
caso in cui, durante un banchetto, vengano adoperati dei preziosi bicchieri
antichi, tipo Murano o Boemia, quelli che un tempo venivano colorati con tinte
preziose, verdi, blu o rosate. In questo caso, sarà opportuno eseguire un
controllo preliminare dei vini da servire a tavola, esaminandone il colore a
parte e assaggiandoli separatamente con l' ausilio di bicchieri idonei alla
degustazione.
In ogni altro caso, il colore tradizionale ammesso è quello
del gambo di alcuni bicchieri per vini bianchi; tipici quelli alsaziani con lo
stelo verde più o meno scuro. La forma del bicchiere più armonica, elegante e
razionale è quella a "calice" che sempre ha avuto una connotazione rituale, sia
nel convivio come nella liturgia. È generalmente composto da una parte
semisferica "la coppa" - adibita a contenitore del vino - collegata per mezzo di
uno "stelo" e da un "piede" espanso di forma circolare. Il calice di cristallo
permette al vino di riflettere tutta la luce possibile, inoltre, poiché viene
impugnato con lo stelo, la mano non è in grado di alterare la temperatura.
Difatti quando a tavola viene servito un vino troppo freddo, è buona norma
scaldarlo strofinando la parte inferiore della coppa con le due mani. La
temperatura corporea di 36 gradi farà salire rapidamente quella del vino
contenuto nel bicchiere. La forma rotonda del calice permette la messa in
rotazione del vino contenuto impugnandolo bene con lo stelo. Questo movimento
rotatorio ha lo scopo di ossigenare meglio il vino, che è stato imprigionato a
lungo nella bottiglia, permettendo l' espandersi del bouquet, cioè quell'
insieme di sensazioni olfattive riscontrabile nei vini di classe, giunti a
maturazione ottimale. Se si tratta invece di vino giovane, al posto del "mazzo
di fiori" si potrà cogliere una sensazione odorosa più fresca e maggiormente
fruttata. Facendo ruotare il calice del vino, si riesce a controllare altre
caratteristiche, quali il tenore alcolico e la ricchezza di glicerina. Ogni tipo
di vino richiede il suo bicchiere adatto. Nei pranzi di gala, specie quando al
servizio del vino sono addetti dei bravi sommeliers, non è difficile vedere
allineati a tavola da quattro a sette bicchieri di fogge diverse, dal bicchiere
dell' acqua a quello per lo spumante, dal calice per i vini bianchi a quello che
si presta per la degustazione del vino da dessert. In linea di massima i
bicchieri indispensabili per una corretta degustazione del vino sono i
seguenti:
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Calice a forma di
tulipano slanciato per i vini bianchi sapidi. Dello stesso tipo ed
eventualmente di formato leggermente più grande per i vini rossi novelli o
giovani, oppure per i vini rossi classici, mediamente invecchiati. Per i
vini bianchi frizzanti è meglio usare un bicchiere più arrotondato,
allungato e con l'orlo leggermente svasato. Pure un bicchiere svasato ma
più corto è adatto alla mescita dei vini
rosati. |
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Calice grande e panciuto
serve per i grandi vini rossi, austeri, lungamente invecchiati. Mentre
un calice normale contiene generalmente 174 millilitri di vino, la
"boccia" contiene fino a 290 millilitri. Da notare però che i bicchieri
grandi non vanno mai riempiti più di un terzo, mentre quelli normali si
riempiono non oltre la metà. Svuotato in un contenitore più grande, il
vino invecchiato si ossigena più rapidamente e riesce in breve tempo a
esprimere tutti i suoi pregi di bouquet e di sapore. Se il vino è
difettoso in tutto o in parte, le sue imperfezioni vengono evidenziate e,
in questo caso, è meglio procedere alla sostituzione della
bottiglia. |
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I calici di piccolo
formato sono particolarmente indicati per i vini da dessert. Essi
devono però restringersi verso l' alto al fine di conservare meglio
l'aroma. Il formato piccolo è dovuto al fatto che generalmente i vini da
dessert sono di notevole gradazione alcolica e se ne beve meno rispetto
agli altri. I vini da dessert spumantizzati vanno serviti o nella flûte se
si tratta di vini delicati oppure nella coppa se più ampi, generosi e
maggiormente alcolici. |
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La flûte è un altro
bicchiere fondamentale della tavola moderna; essa è detta anche "bicchiere
ad angelo". Ha una forma molto allungata a tulipano oppure a triangolo
rovesciato. Si adatta per gli spumanti secchi e aristocratici. Questa
forma molto slanciata e stretta consente la persistenza delle bollicine,
che salgono dal basso verso l' alto, in un flusso ininterrotto: dura più a
lungo se costretto entro pareti avvicinate. Gli spumanti di tipo dolce
vanno invece serviti nei bicchieri a forma di coppa, proprio quelli che si
adoperavano negli anni Trenta. |
Le bollicine di formato superiore alla media sono indice di
non perfetta spumantizzazione, così come un loro movimento ascensionale
intermittente e irregolare. La coppa, con la sua larga base disperde in tempo
più breve la spuma e anche le bollicine. Una regola importante della
degustazione esige che anche i bicchieri abbiano la stessa temperatura del vino
che in essi verrà servito. I bicchieri da spumante devono essere logicamente
freddi, quelli per i vini rossi a temperatura ambiente. Anche i bicchieri da
vino bianco di regola andrebbero raffreddati, qualora se ne abbia la
possibilità. Va ricordato che i vini spumanti e quindi anche lo champagne non
hanno bisogno di alcun movimento rotatorio. La loro principale caratteristica è
costituita dalla spuma o mousse che girando il bicchiere diventerebbe eccessiva,
poi non si deve disturbare il perlage delle fitte bollicine di anidride
carbonica che si sviluppano in senso ascensionale e decisamente verticale. Gli
spumanti di grido hanno bollicine fitte e minute, ma non troppo.
Il bicchiere da degustazione
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Bicchiere normalizzato
I.S.O |
Alcuni esperti dell' I.N.A.O. hanno
studiato appositamente un tipo di bicchiere (riprodotto nella figura a
lato) le cui caratteristiche meglio si prestano all' ottenimento di
efficaci risultati in fase di assaggio. Ha un' altezza pari a 15.5 cm
(± 5 mm), ed una coppa
alta 10 cm (± 2 mm) e
larga 6.5 (± 2 mm). La
percentuale stabilita di piombo è del 9% (nel cristallo è pari a circa il
24%); deve essere incolore, assolutamente liscio nonché privo di scritte. |
I bicchieri vanno lavati in acqua corrente; se sono di
cristallo non vanno messi nel lavapiatti perché si rompono facilmente. Se si
usano detersivi, è bene asciugare più volte i bicchieri perché spesso queste
sostanze lasciano una patina, anche se questa è invisibile. Nell' asciugare i
bicchieri, si abbia cura di usare salviette di lino, le sole che non lasciano
dei peluzzi sulle pareti dei bicchieri. Si tratta di sottigliezze che però hanno
la loro importanza. Servire vini di alta qualità con bicchieri imperfetti,
sarebbe un errore che i commensali più avveduti farebbero presto a notare. Per
riconoscere se il bicchiere è di materiale nobile, basta inumidire la punta del
dito indice e passarla velocemente sull'orlo del bicchiere. Si dovrebbe udire un
piccolo fischio, come quello di un treno in lontananza. Se il fischio è ben
distinto e prolungato vuol dire che il bicchiere è di puro cristallo; se più
debole si tratta di mezzo cristallo; se indistinto il bicchiere è di vetro
comune.
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